Conferenza albania scutari

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Shkoder (Albania)
15 ottobre 2010

Migrazione, la realtà delle donne delle aree rurali in Albania.

Cinema Millenium (Scutari)

Conferenza Albania Scutari

Conferenza Albania Scutari

Programma

 

La Conferenza ha fornito una opportunità di analisi e un quadro per la discussione sul ruolo della donna nelle aree rurali del Nord Albania, con l’ aiuto di esperti specializzati nei rispettivi ambiti connessi a questo tema.

CERAI possiede un’ esperienza globale nell’ ambito dello sviluppo rurale in Albania e di lavoro con le donne nelle zone rurali, temi trattati nell’ ambito della Conferenza da Erisa  Entela del-   l’ Istituto per la Mediazione e la Democrazia e Margarita Çuni del Centro Risorse Permacoltura.

IPSIA e  ACLI, sulla base dell’ esperienza acquisita in Albania sul tema della migrazione e sulle questioni di genere, ha stimolato la presentazione di un quadro del ruolo della migrazione in Albania attraverso i contributi di Teuta Grazhdani (OIM) e Ilir Gedeshi (CESS).

La conferenza ha inteso creare un collegamento e individuare le relazioni esistenti tra l’ emancipazione femminile e la migrazione, oltre che raccogliere una serie di conclusioni.

A latere e successivo alla Conferenza, un forum composto di attori istituzionali, organizzazioni internazionali, ONG internazionali e locali, sulla base di quanto emerso durante la conferenza, ha discusso il tema delle donne nelle aree rurali del Nord Albania, traducendo il lavoro fatto in una serie di risoluzioni da sottoporre alle istituzioni locali come segno di solidarietà .

 

INTERVENTI

 

I problemi di genere nelle aree rurali in Albania: Maria Ludovica Semeraro, Professoressa di Pedagogia, Università degli Studi Roma Tre, Roma.

 

La presentazione ha illustrato i principali aspetti del ruolo della donna nelle aree rurali e gli effetti delle relazioni familiari sul loro ruolo. Guardando il fenomeno migratorio dalla parte delle donne che hanno lasciato il proprio Paese,si può osservare come l’ inserimento nel nuovo contesto ha spesso significato una maggiore vulnerabilità e un ricadere negli stessi meccanismi di subordinazione presenti nel contesto di origine.

Sono molte le donne che hanno lasciato l’ Albania: ricordiamo che le donne emigrate sono generalmente più vulnerabili degli uomini. La maggior parte di loro sono inserite nel mercato informale, prive di un contratto di lavoro e senza alcuna forma di protezione. Svolgono per lo più  mansioni di basso profilo nonostante la loro elevata qualifica o competenza professionale: servizi domestici e alla persona, cameriere, baby- sitter e nei casi più gravi consegnate alla strada.

 

D’ altro canto, per le donne che hanno vissuto la migrazione interna verso i contesti urbani, la difficile sfida è  stata quella della conciliazione tra i nuovi modelli sociali e quelli tradizionali e patriarcali della famiglia.

 

˜Tua moglie è un pilastro! e i pilastri invisibili della società  albanese sono le donne e la migrazione nelle zone rurali”; Julie Vullnetari, Centro di Ricerche sulla Migrazione, Università di Sussex.

Questa presentazione racchiudeva il tema della conferenza riguardo al ruolo delle donne nelle zone rurali dell’Albania e all’impatto che la migrazione ha su di loro.

Gli esempi tratti dalle ricerche accademiche evidenziavano i cambiamenti concreti, positivi o negativi, in atto nelle comunità e ponevano l’attenzione su come certe norme sociali si stessero rafforzando impedendo alle donne, delle zone rurali ,di auto-potenziarsi. Come epilogo è  stata presentata un’analisi concreta degli aspetti della migrazione albanese.

 

 

 

Vedi Locandina Conferenza Albania a Scutari